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Rosa studentessa ventenne la mia nuova schiava

Submitted by blogbdsm on Tue, 04/10/2018 - 19:12

 

Verso la fine dell’anno ricevo una mail da parte di una ragazza che dice di chiamarsi Rosa, che afferma di essere una mia affezionata lettrice, di essere cosciente che io sono un padrone severo ed esigente e di voler diventare una mia schiava ed essere educata come tale. Dice di avere vent'anni, di essere studentessa universitaria, di essere alta circa un metro e ottanta, di pesare settanta chili, avere i capelli corti dalle spalle, che porta gli occhiali e che spera che io la possa accettare come una delle mie schiave.

Questo messaggio mi aveva lasciato abbastanza perplesso dato che molte delle aspiranti schiave che mi scrivono non sono affatto convinte della loro natura e desiderose di seguire un percorso, ma si tratta solo di persone infatuate dal bdsm, sulla strada di quel romanzo e poi film di pessima qualità chiamato “sfumature di grigio”.

Per provocazione e metterla a disagio le chiedo di mostrarmi la merce scrivendolo in un modo che facesse apparire come il suo corpo non fosse quello di una donna, ma quello di una vacca al mercato del bestiame, ma lei mi manda delle sue foto in intimo come se nulla fosse chiedendomi se la sua merce mi andava bene. La sua reazione, mi ha molto sorpreso in positivo si intende e decido che è degna di iniziare un percorso di educazione e sottomissione. Trattandosi di una ragazza molto intelligente ebbi modo di scoprire in seguito che aveva capito che il mio era un modo provocatorio per mettere alla prova la sua reazione.

Per prima cosa le ordinai di chiamarmi sempre padrone e darmi del lei da adesso in poi e per una settimana avrebbe dovuto stare in castità,non avrebbe potuto scopare, masturbarsi, né darsi piacere in alcun modo e ciò anche durante la notte di Capodanno. La sua risposta fu ci proverò, io le risposi che non è una risposta che il suo padrone avrebbe potuto accettare ci proverò e che quindi sarebbe stata punita con cento colpi con il retro di una spazzola di legno. sul suo sederino.

I primi due giorni di castità furono per Rosa abbastanza tranquilli, il terzo giorno però la voglia di toccarsi e darsi piacere cominciava a farsi più consistente anche per via di strani sogni che la schiava faceva. Mi raccontò infatti che sognava di essere punita perché aveva parlato senza l’autorizzazione del suo padrone e questo la eccitava terribilmente e doveva stare attenta a non incrociare le gambe e peggiorare la situazione.

La sera mentre era a cena con amici mi scrive chiedendomi se poteva incrociare le gambe per darsi un po’ di piacere anche senza poter venire perché non ce la faceva più, la passerina era bagnata all’inverosimile e non cela faceva più a resistere. La mia risposta fu ovviamente di no, ma era arrivata ai limiti della sopportazione è arrivata a casa si masturbò fino ad avere un orgasmo violentissimo.

Io le dissi che se ne sarebbe pentita amaramente e ci avrebbe pensato due volte prima di disobbedire un altra volta a un mio ordine: le ordinai infatti di masturbarsi con la spugna di ferro che si usa solitamente per pulire le pentole.

Il dolore per Rosa fu tremendo, soprattutto il bruciore per una settimana sentì le pene dell’inferno e il bruciore ogni volta che andava a fare pipì.